| Parere |
Certamente il fatto di avere una prospettiva di incremento di disponibilità economica che può permettere di abbattere anche il valore dell’importo residuo, da maggiori garanzie sulla sostenibilità di un tasso variabile oltre che per la riduzione dell’importo delle rate restanti da pagare. Da questo punto di vista l’opzione con il cap potrebbe essere una ulteriore garanzia di protezione da eccessive variazioni del tasso di interesse e quindi anche della rata, soprattutto in considerazione del fatto che benché il mutuatario abbia un reddito di per sé fisso, ha una componente variabile più o meno rilevante che può concorrere, insieme al cap a far fronte a momenti di maggiore difficoltà. Inoltre, la prospettiva di crescita del suo reddito può essere ancora di più una garanzia sia di sostenibilità della rata che di eventuale riduzione dell’importo residuo, che riporterebbe la rata a livelli contenuti.
Per chi pensa in un futuro di abbattere il capitale residuo, bisogna tenere conto che l’abbattimento del capitale ha sulla rata un effetto di riduzione significativo soprattutto nel corso della prima metà della vita del mutuo. Perché successivamente, poiché le rate hanno una componente di capitale più elevata, il risparmio potrebbe essere meno significativo.
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