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Quesito
Oggetto 3%- 4% - e beneficio fiscale
Quesito A TUTT'OGGI, MOLTI RISPARMIATORI MANTENGONO IN ESSERE POLIZZE VITE FRA CUI QUELLE DENOMINATE "A CAPITALIZZAZIONE" SOTTOSCRITTE PREVALENTEMENTE CON ISTITUTI BANCARI, STIPULATE ENTRO IL 31/12/2000. DI FATTO OLTRE AD ESSERSI PRESERVATI IL BENEFICIO DELLA DETRAZIONE FISCALE (19% SUI VERSAMENTI SINO AD EURO 1.291,14), SI VEDONO RICONOSCERE RENDIMENTI MINIMI ANNUI DEL 3%-4% CON EFFETTO DI CONSOLIDAMENTO SUL CAPITALE MATURATO. I CARICAMENTI (COSTI) GRAVANO NELL'ORDINE DEL 10%-15% DEI PREMI VERSATI. HA SENSO MANTENERE IN PORTAFOGLIO, E CONTINUARE AD INVESTIRE IN TALE FATTISPECIE DI PRODOTTO?
Data quesito
Inviato 24-05-2010 08.39
Parere
Risposto 24-05-2010 15.17
Parere Partendo dal presupposto che ogni polizza fa “storia” a sé stante, e che difficilmente si può generalizzare sulle soluzioni di mantenere, ridurre ovvero riscattare una posizione aperta, è importante ricordare che il regime fiscale passato, in forza del beneficio di detraibilità al 19% (sui versamenti fino a 1.291,14€) spesso è in grado di dare un valore aggiunto all’investimento facendone preferire la continuazione dei piani rispetto al riscatto dell’investimento. Peraltro, la possibilità di ridurre la polizza, cioè di sospenderne i versamenti mantenendola di fatto “in vita”, permette di sfruttarne le rivalutazioni con i buoni rendimenti minimi garantiti per contratto in passato (ad oggi generalmente le gestioni separate non garantiscono tassi oltre il 2%), interrompendo l’incidenza degli alti caricamenti su polizze a versamenti periodici. Si consiglia comunque sempre un’attenta valutazione della propria singola posizione, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di imputazione dei costi, e delle eventuali trattenute in ipotesi di riduzione (calcolo del capitale ridotto) o di riscatto (valorizzazione del capitale di riscatto).